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  • Stefano Menegotto

Lo scorpione di mercurio

Questo sarà il titolo della mia prossima opera. Come ho già detto, credo che sia pronto tra circa un annetto; anche se devo ammettere che in quest'ultimo mese, complice anche la promozione dei miei manoscritti, la stesura del libro è andata particolarmente a rilento.

Volevo darvi un'anticipazione sulla prossima avventura. Ė un detto o racconto popolare e di certo farete fatica a cogliere il nesso che ci può essere con la mia prossima storia, se non per il disgraziato protagonista di questa favola:

Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda." La rana gli rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!"

"E per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!" La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione.

Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto. "Perché sono uno scorpione…" rispose lui "È la mia natura!" Nonostante lo scorpione sia consapevole che pungendo la rana annegherà anche lui, non riesce a trattenersi quando la "vocina" interna gli dice che lui è un animale che punge gli altri per sua stessa natura.


Vi lascio riflettere sul significato di questa favola, e come sempre che la saggezza vi guidi!

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